“L’arte e la maniera. Il giardino intelligente, pensato con passione e coltivato con cura” è il tema scelto per Horti Aperti 2026.
A raccontarne il significato è Gaetano Zoccali, direttore artistico della manifestazione, che descrive il giardino come il risultato di una vera e propria produzione artistica, capace di mettere insieme creatività, conoscenza delle piante, tecniche di coltivazione e sensibilità ambientale.
Secondo Zoccali, l’arte richiama la bellezza e la capacità umana di immaginare e creare, mentre la “maniera” rappresenta l’esperienza, il gesto e il sapere pratico dei protagonisti del festival: vivaisti e produttori.
È proprio dall’incontro tra sapere e saper fare che nasce l’identità di Horti Aperti.
Un giardino intelligente, senza regole preconfezionate
Il “giardino intelligente” non è un modello rigido da replicare.
È piuttosto un modo contemporaneo di pensare il verde, capace di rispondere ai bisogni delle persone e della natura e di adattarsi a città sempre più difficili dal punto di vista climatico.
Un giardino nel quale, spesso, fare meno significa fare meglio.
Per Zoccali significa anche liberarsi dall’ansia di sbagliare e riscoprire il giardinaggio come uno spazio di sperimentazione personale.
Osservare, provare, imparare dagli errori e costruire nel tempo la propria relazione con le piante diventa parte stessa dell’esperienza.
Perché piantare in autunno
Tra gli esempi più concreti di giardinaggio intelligente c’è la scelta di mettere a dimora arbusti e piante perenni in autunno.
Non è casuale, quindi, che Horti Aperti si svolga tradizionalmente nel periodo che conduce all’equinozio autunnale.
Autunni miti e lunghi permettono alle piante di affrancarsi e sviluppare il proprio apparato radicale prima della primavera, riducendo il lavoro necessario e migliorando le probabilità di attecchimento.
Lo stesso approccio porta a privilegiare, quando possibile, piante giovani coltivate all’aperto anziché in serra: esemplari capaci di adattarsi più facilmente alle condizioni del luogo.
Il ritorno al fare e al contatto con la natura
Il pubblico del giardinaggio è oggi sempre più trasversale e intergenerazionale.
Nell’intervista, Zoccali richiama anche un sondaggio GfK Sinottica secondo il quale il 64% degli italiani si dedica alla cura del verde, anche semplicemente attraverso un balcone.
Il ritorno al lavoro manuale viene letto come una ricerca di benessere e come risposta al bisogno di disconnettersi dagli schermi.
Giardini, balconi e parchi diventano così luoghi privilegiati di incontro con la natura, soprattutto in un mondo sempre più urbanizzato.
Per le generazioni più giovani, il giardinaggio può assumere anche il significato di una forma di attivismo e di supporto concreto alla biodiversità.
Un programma 2026 ancora più ricco
Una delle principali novità dell’edizione 2026 riguarda il programma di appuntamenti, che secondo il direttore artistico è stato triplicato.
Accanto al tradizionale calendario di incontri e conferenze con protagonisti della cultura, della divulgazione e dell’ambiente, debutta la nuova area Orto da Coltivare, dedicata a workshop pratici su aromatiche, orto, frutteto, balcone e giardino.
A questi si aggiungono laboratori per adulti e bambini, visite guidate ed esperienze pratiche.
Tra i protagonisti annunciati figurano Renato Bruni, Antonio Ricci e Silvia Arnaud Ricci, Licia Colò, madrina dell’edizione 2026, Andreas Kipar, Tiziano Fratus e Monica Pais.
L’area Orto da Coltivare ospiterà inoltre contributi di Beatrice Bisaglia, Matteo Cereda, Pietro Isolan, Gian Marco Mapelli, Francesca della Giovampaola, Filippo Bellantoni e Maura Rizzo.
Confermati anche i Question Time con i vivaisti e, tra le novità, un’esperienza di Ecotuning condotta da Roberta Spoleto, pensata come laboratorio di ecopsicologia e riconnessione con la natura.
Perché visitare ancora una mostra-mercato di piante
In un’epoca in cui informazioni e acquisti sono disponibili online in pochi secondi, il valore di una manifestazione come Horti Aperti risiede soprattutto nell’esperienza dal vivo.
Vedere una pianta nella sua interezza, comprenderne proporzioni, forme e caratteristiche reali non è equivalente a osservarla attraverso una fotografia.
Una mostra di piante e fiori diventa così una sorta di galleria contemporanea delle meraviglie, capace di generare curiosità e stupore.
Gli espositori di Horti Aperti sono coltivatori diretti e portano con sé un patrimonio di esperienze e conoscenze che difficilmente può essere sostituito da una semplice ricerca online.
Una comunità di persone e idee
Per Gaetano Zoccali, Horti Aperti ha costruito negli anni una vera e propria comunità.
Una rete di produttori e appassionati ospitata in una città dalla lunga storia botanica, dove nacque il primo Orto Botanico della Lombardia.
Sostenere questa comunità significa anche permettere al pubblico di incontrare direttamente chi coltiva le piante e di scegliere esemplari sani, cresciuti nel nostro clima e senza lunghi trasporti.
Horti Aperti diventa così un piccolo ecosistema sensoriale e culturale nel quale prendersi il tempo per ascoltare, scoprire, annusare, toccare e imparare.
